Flags of Our Fathers (Seven Cineplex, Gioia del Colle, venerdì 10 novembre 2006, ore 19:10, sala 1, fila H, posto 7).
I film di guerra sono in genere tutti molto belli ed il più delle volte sono anche dei capolavori se non pietre miliari nella storia del cinema.
Questo film è certamente un capolavoro, certo è pure che lo zampino di Spielberg si vede ma si vede anche quello di Clint Eastwood che è riuscito a non farne un clone di Saving Private Ryan.
L’uso dei continui flashbacks potrebbe snervare e farti perdere il filo della storia ma personalmente trovo che la sceneggiatura ed il montaggio ricalchino fedelmente quello che accade ad un essere umano che abbia vissuto eventi estremi (non necessariamente una battaglia armata).
I film di guerra che preferisco sono quelli che trattano l’argomento con rispetto e che sottolineano le vicende umane dei singoli protagonisti, perché un conto è la poesia mentre cosa ben diversa è l’apologia.
L’orrore della guerra è il deterrente migliore per evitarla e l’occidente ha tuttosommato imparato la lezione anche se mai potrà prescindere da quelle che sono le prerogative dell’uso della forza. Ma il film non si spinge eccessivamente nel territorio della politica e le questioni socio-politiche sono trattate con molta ed opportuna delicatezza.
E’ un grande film qualunquista che può coinvolgere chiunque; tranne chi ovviamente soffra di intolleranze specifiche ai principi attivi di certe storie e di certo cinema.
Trovo superfluo aggiungere che il cast, la fotografia e la colonna sonora sono assolutamente all’altezza di un capolavoro.